The History: page 2                                              

Questo periodo fu uno dei migliori della mia carriera di suonatore, tecnicamente ci eravamo raffinati, gli strumenti erano il top delle marche del momento, e l’organico resisteva agli umori dei componenti, io, mio fratello e Mauro eravamo affiatati nella musica e nella vita. Ma ciò che ci dava la carica era l’infinita produzione musicale di quegli anni. Penso ci vorranno altri due secoli perché si possa ottenere una così  grande mole di musica, ad un livello irripetibile. Quegli anni sono le fondamenta di questi e dei prossimi,… sperimentazioni come King Crimson, Genesis, Yes, Nucleus, Atomic rooster, ELP, Vanilla fudge, e tanti altri difficili da ricordare per il considerevole numero. Il  tecnicismo Hard dei Deep purple, l’inventiva dei Led, la creatività degli Uriah Heep… ma è meglio fermarsi qui, per quel periodo ci sono libri ben più validi di me! La Mamma del Rock partoriva ogni giorno e noi, come tante puttane in attesa del cliente, eravamo lì , ingordi, a incamerare il più possibile. I ragazzi erano arrapati di energia musicale, ricordo che una sera a Foggia, fummo costretti a concedere tre bis, inaudito, eravamo un buon gruppo, ma non gli originali. Durante un momento di magra economica, il Piccadilly ci ingaggiò pensando di prendere una band night (all’epoca si chiamava così chi, suonando, faceva arrattiare le coppie), noi glielo facemmo credere (ci servivano i soldi). Sul palco, mentre le coppie già eccitate dalla loro giovane età  aspettavano la musica per passare a vie di fatto, spegnemmo i loro ardori con tre pezzi sparati di seguito: Speed king, Gipsy, Look at yourself……..furono attimi di terrore per il gestore del locale……..furono attimi di incoscienza da parte nostra………furono attimi di smarrimento da parte del pubblico, o era una visione, o avevano sbagliato fino a quel giorno. Dopo tre minuti di silenzio, i ragazzi optarono per l’ultima versione……..un’ovazione che ci diede due mesi di contratto. Eravamo una Rock band!!

Ma il tempo passa e dopo la defezione di Mauro, dopo formazioni di sopravvivenza, mio fratello partì per fare il servizio militare, io iniziai a lavorare, e gli strumenti furono svenduti. Finiva un’epoca, finiva la nostra gioventù, finivano i sogni e le illusioni….si toglieva dal muro El Che….si tornava a casa…..dopo anni di lotte, si pensava al futuro, una parola per me sconosciuta….si viveva alla giornata….l’unico futuro che conoscevo erano i miei sogni….Woodstock diventava solo un happening, Kennedy era solo un presidente e Martin L. King un negro! Mi restava solo una cosa, il marchio che quegli anni hanno lasciato su di me e su quelli come me….Indelebile, lo porteremo per tutta la vita, può sembrare triste, ma ti fa sentire bene dentro!! 

Per sei lunghi anni mi immersi nella middle-class, ascoltavo soltanto e non pensavo lontanamente   di suonare, ma ogni suonatore ha un Angelo un po’ scassacazzo, infatti quando ti sembra che sei uscito da quella droga (la musica), ecco che l’Angelo ti fa lo sgambetto. Era il 1978, e mi proposero di suonare solo per una serata perché mancava il bassista. Accettai e suonai per più di due anni! Si faceva Blues, di quello nero nero, il Delta, con musicisti validi, che poi sarebbero diventati Blue Stuff! Si suonava parecchio e a un buon livello , ma la musica bisogna sentirla dentro e suonarla con il cuore, e mi rivolgo a quei ragazzini di oggi, che dopo qualche mese di studio, sono convinti di essere dei suonatori solo perché sono quadrati e conoscono la croma. Tutti possiamo studiare, tutti possiamo suonare uno strumento, ma quello che ti fa artista è quello che hai dentro. Se non ce l’hai sei solo uno che ha studiato! Per questo lasciai i ragazzi, di cui ho un ottimo ricordo, e smisi. Ancora due anni di pausa e l’Angelo si rifece vivo. 

To be continued.....