Jack Kerouac
fece il suo “on the road” nel 1957, il “mio” è cominciato alla fine
del 1949. Perché non basta avere un’ auto o uno zaino, e andare on the road. Sulla
strada, tra la gente, ci si può anche andare con il cuore, l’ anima, la
mente. Ed io così sono andato a cercarmi il mio “on the road”!
La
fanciullezza degli anni 50 era fatta di niente, ricordo che eravamo quasi tutti
ragazzi con gli stessi problemi, eravamo quasi tutti figli di quella categoria
di lavoratori tanto bistrattati: gli Impiegati
statali. Avevamo in comune le lenzuola con il buco (grande a seconda
del numero di piede), la coperta con la macchia di bruciato a forma di ferro da
stiro, la televisione, una sola e di un solo inquilino, per cui….tutti
a casa sua ogni sera. E lo lasciavamo
andare a letto solo quando, con una musica da funerale, la Rai chiudeva le
trasmissioni. Avevamo in comune i vestiti (se così si potevano chiamare) del
fratello più grande, adattati alla nostra misura da un Valentino
di nome Mamma, io ero più fortunato….ero il primo! In
comune il luogo prediletto dei giochi: le scale del
palazzo! E già lì, dovevi convivere con il pericolo, come i veri roadies.
Il nostro pericolo più grande era una parola che , oggi non esiste quasi più:
“Il Portiere”! Una qualifica che in
quegli anni voleva dire potere, voleva dire “corri
ed impara a scappare”, “fallo
incazzare ma torna a casa quando lui non c’è”!
Penso di aver fatto tante scale di corsa che oggi potrei essere sulla luna. Chi
era fanciullo allora, non aveva nessun diritto,
schiaffi a scuola, schiaffi nel palazzo, schiaffi a casa, eravamo
sempre coloriti. A volte penso di aver trascorso quegli anni non on
the road ma on the ring! Non c’era telefono azzurro, telefono rosa
e ….pensandoci bene non c’era il telefono!
Quello di casa mia aveva uno dei primi gadget: il
catenaccio! Però avevamo tanta immaginazione, infatti , non
essendoci giornali porno, non vedendo una tv spinta, il massimo dell’epoca
erano le annunciatrici, e non potendo
guardare le ragazze del vicinato, poche, burqate,
e….mi rivolgo a quelli della mia generazione….ma vi ricordate che allora le
girls erano tutte dei grandi cessi?
Dicevo, tanta immaginazione e tanta mano!
A livello
scolastico ero quasi sempre on the road,
nel senso che erano più le volte che andavo in giro per Napoli che quelle in
cui entravo in classe. Le mattinate trascorrevano in quei sottoscala denominati bigliardi,
tra fumo di sigarette e l’alienazione che
si impossessava di chi era costretto a nascondersi dalla vista del solito,
puntuale ed attento cacacazzo che ti riconosceva e riferiva ai
genitori. Era una vita da spy story! Ma
gli anni passavano e se hai deciso qual è la tua strada, devi avere il coraggio
non solo di affrontarla, ma anche di prenderti le responsabilità del caso. E fu
così che comunicai , dal vivo ai miei, che lasciavo la scuola per suonare! Fu
uno shock….per me, perché loro lo avevano già intuito. Mi ritro
vai
on the road, sempre col vento contro, perché è bene che si sappia, chi è on
the road non avrà mai il vento a favore! Rinunciai alla “settimana”,
rinunciai al rispetto dei parenti, rinunciai alla vita tradizionale del bagone
e mi inoltrai per una strada che sarebbe stata lunga sei anni (the history) ! La
vita è tua padrona , non sei tu il suo padrone, infatti Lei decise per me. Dopo
sei anni di libertà pagata in contanti e con gli interessi, mi ritrovai in quel
mondo che avevo sempre combattuto, ironia della sorte ero diventato impiegato,
figlio di impiegato e nipote di impiegato, geneticamente
era perfetto! Ero sempre on the road, ma questa strada era più
disastrata di quella che avevo scelto anni prima. Nella vita gli ostacoli
maggiori non sono la miseria, le malattie, le tasse,
queste avversità ci spettano per eredità, o ci resti o le superi.
L’ostacolo di cui parlo è la testa della gente!
Puoi provare a superare ciò, ma alla prima curva, ecco che rispuntano. Far
capire a questa gente che esiste anche una dimensione diversa dalla loro, è
impresa impossibile. Far capire loro che i diversi sono proprio loro è
proibitivo. Ma, sfortunatamente per queste teste, io ero on
the road e le intemperie non mi hanno mai fermato. Frasi come: “ vestire
eccentrico”, “è un tipo”, “sempre particolare”, …”mi piace come
la pensi”….e allora perché non pensi anche tu così? ! Non è
l’ ignoranza, non è il tempo in cui vivono….. La gente ha paura di ciò che non capisce!! Ho
sempre pensato che l’umanità è sempre la stessa, nonostante migliaia di anni
di storia su questa terra, quello che cambia è ciò che ci circonda. Una volta
c’erano i dinosauri, ora c’è la tecnologia, ma se il cavernicolo di allora
aveva paura del lampo e del tuono, il cavernicolo
di oggi ha paura di ciò che non rientra nel suo pensiero e allora dagli al negro
e all’arabo,
al capellone e al
Rock, al gay
e alla puttana, e a tutto
ciò che non gli è stato spiegato nello schema
consegnatogli alla nascita!
Tutto
questo si può anche evitare, o ti integri o fai finta di niente ma così non
sei on the road. In questa mia lunga
corsa ho sempre cercato di esplorare l’animo ed il cuore di chi ho
incontrato, ho fatto parlare la gente per capire, alcuni mi sono entrati dentro
ed ora sono nel mio zaino, altri mi hanno
ascoltato ma li ho persi per strada. Certo, non sono il guardiano
della verità, di stronzate ne
ho fatte e ne ho dette, ma almeno ho tentato di dare
un significato a questo percorso, ci sono donne che non dimenticherò
mai, ci sono uomini che penserò con affetto pur non essendo gay, ci sono gay
che ricorderò come uomini veri, ci sono bambini che porto dentro e non
diventeranno mai grandi. Ho paure che non potrò mai cancellare, ma ci sono
gioie che dureranno per l’eternità. Mi ritengo fortunato, on
the road potevo anche restarci, invece ho trovato per strada due
donne che si sono accodate a me, due donne che auguro a chiunque di incontrare: mia
moglie e mia figlia! La vita non ha età, ogni giorno è buono per
gioire, ogni giorno è buono per soffrire, e quando ti sembra che il tuo viaggio
sta per esaurirsi, ecco nuove energie che ti fanno capire la totale assenza di
tempo. Sei di nuovo on the road, a
dispetto dei bagoni che hanno le loro
tabelle; a trent’anni il matrimonio, a quaranta almeno un figlio, a cinquanta
sei finito. Non
dategli retta, chi vuol vivere non ha età. Io sono orgoglioso della mia vita,
del mio passato, dei miei errori, del mio presente…..Io sono ancora on the
road!!
L'alfabeto di Wizard..... Dedicato a Don Vittorio